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Dal sito www.enzocatania.it apprendiamo e riportiamo:
 

Milano, 13 giugno 2008

"L'INFANZIA TRADITA IN FAMIGLIA, A SCUOLA, SUL LAVORO"

Con questo titolo di copertina, entro la fine di giugno, per i tipi della Book Time, entrerà nelle librerie italiane un altro libro inchiesta di ENZO CATANIA.
L'argomento, per certi versi molto scottante e scabroso (basti leggere ogni giorno i quotidiani, guardare i telegiornali, sentire i telegiornali, sentire i readiogiornali era già stato affrontato dallo stesso autore santeodorese (Parco dei Nebrodi provincia di Messina) nel volume "SENZA VOCE GLI ANGOSCIOSI SILENZI DELL'INFANZIA TRADITA"; per vedere copertina e strillo di copertina di quell'edizione, cliccare in alto a destra il link" gli specchi", pubblicato nel 2000 e vincitore nel 2001 del "Premio Letterario Nazionale Nicola Stefanelli 2001". Ma sia perchè il volume ormai era da tempo praticamente introvabile nelle librerie, sia  soprattutto perchè il fenomeno dell'infanzia tradita assumeva mese dopo mese  dimensioni e scenari sempre più inquietanti, Enzo Catania ha preferito uscire con un'edizione aggiornata, rinnovata, e rimpolpata di capitoli ex novo, compresa la copertina che pubblichiamo in anteprima (300 pagine, ogni copia dotata di bollino SIAE).
Questo lo strillo in quarta di copertina. Un libro sulla realtà sconvolgente delle infinite forme di violenza e sfruttamento dell'infanzia: ogni giorno in Italia ci sono bambini che scompaiono senza lasciare traccia, altri restano vittime di infortuni sul lavoro, otto sono maltrattati o molestati, cinquantaquattro lasciano la scuola, ottanta si avviano sulla strada della microcriminalità per degrado o povertà.
Questo libro, tra inchiesta e cronaca, storia e attualità sulla base di statistiche e denunce racconta di fatti realmente accaduti. Attraverso una rigorosa analisi giornalistica si ripropone di squarciare il pericoloso velo di omertà e indifferenza che avvolga la disperazione di ragazzini che non hanno più voce di gridare. L'autore ovviamente non si illude che accadrà qualcosa.
Quando nel 2000 uscì
"SENZAVOCE", furono molte le recensioni, i dibattiti, ma pur raccontando sostanzialmente fatti  riproposti anche nella nuova edizione sostanzialmente non accadde nulla.
L'argomento però viene ugualmente riproposto perchè se servirà a risvegliare la coscienza di una sola famiglia, di un solo datore di lavoro, e se soltanto un bambino, grazie a questo lavoro smetterà di piangere, vorrà dire che è stato un lavoro ben fatto e che ha meritato maratone di notte insonni davanti al computer, di e-mail, di conversazioni al telefono di casa ed al cellulare.
Pensate: ben 8 ragazzi su 10 pensano sia inutile andare a scuola. Insomma, per l'80% degli adolescenti italiani, studiare di più e più a lungo, "non paga", perchè pensano che altri siano i percorsi di costruzione del loro benessere sociale.
Il dato non è frutto di una mia elucubrazione, ma emerge da un'indagine del Censis. Se la fiducia degli adolescenti italiani è questa, vuole anche dire che molti di essi si sentono davvero "traditi". Ergo, pure per questo motivo, il "SENZA Voce", pubblicato nel 2000, andava rivisto, riproposto e rimpolpato, diventando per l'appunto
"L'INFANZIA TRADITA".

News di: Enzo Catania (www.enzocatania.it)