H O M E  L 'Informazione
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Monsignor
Giuseppe LEANZA

 

 
IL CASO RACITI - Enzo Catania.

 

Dublino, 7 marzo 2008 –

NUOVO RICONOSCIMENTO DIPLOMATICO DA PARTE DEL VATICANO, NOMINANDO MONSIGNOR GIUSEPPE LEANZA, ORIGINARIO DI CESARO' (Messina), NUNZIO APOSTOLICO IN IRLANDA.

Conosco bene monsignor Giuseppe Leanza, anche perchè direi da sempre, va a trascorrere qualche settimana di ferie estive, nel suo paese di quel meraviglioso PARCO DEI NEBRODI che accomuna le nostre origini.  Parlavamo di tutto, anche dei Paesi  dove lui aveva sostato a lungo, per incarichi delicati  quale membro della diplomazia del Vaticano, sin dal 1972, ed io m'ero trovato per lavoro quale inviato speciale dell'allora diffusissimo settimanale "Tempo" della Palazzi Editore o del quotidiano "IL Giorno" dell'Eni.
Originario di Cesarò (Messina), del 2 gennaio 1943, ordinato sacerdote il 7 luglio 1966,  monsignor Leanza è sostanzialmente un  sempre più autorevole "portavoce" del Vaticano per capirci meglio facendosi contemporaneamente interprete  di molti rapporti tra personalità di ogni genere e la Santa Sede,  alla quale fa costantemente riferimento.
Dal 22 febbraio 2003 si trovava in Bulgaria, ma con il nuovo prestigioso incarico, al suo precedente carnet di globetrotter (per capirci meglio un "ambasciatore volante", che per certi periodi si ferma in una sede stanziale) alle significative esperienze  di  Haiti, Paraguay, Uganda, Zambia, Malavi, Bosnia Erzgovina, Stati Uniti, Slovenia, Macedonia, monsignor Giuseppe Leanza, va ora ad aggiungere anche l'Irlanda  si può dire da subito giusto il tempo rapidissimo di completare le pratiche  dello scambio di credenziali tra lo Stato Vaticano ed il governo irlandese, che ha immediatamente espresso il suo apprezzamento e gradimento.
Al caro amico, monsignor Giuseppe Leanza, i più calorosi complimenti  e gli auguri  di buon lavoro nella pace e nella fratellanza, da di tutti i cittadini dei 23 paesi che attualmente compongono il Parco dei Nebrodi, quivi ancora residenti, oppure emigrati in Italia e all'estero.  E potete contarci, in considerazione del carisma, dell'intelligenza, della lungimiranza  e dei rapporti che monsignor Leanza sa costruire ovunque metta piede, anche l'Irlanda dopo aver espletato  i difficili compiti che gli sono stati assegnati diventerà solo un'altra tappa  di un grande uomo di Chiesa, il quale, pur nella sua sempre più provata capacità, ha conservato l'umiltà del pastore, con il quale chiunque può dialogare.
Ovviamente, considerate le sue origini, monsignor Leanza, ha sempre avuto un rapporto cordiale, e di grande collaborazione religiosa con tutti i parroci ed i sacerdoti dei paesi del Parco dei Nebrodi, sia residenti, sia in arrivo da altre zone del pianeta, come i padri rogazionisti, nonchè santeodoresi doc,  Carmelino Capizzi, Vito Lipari.
Personalmente ricordo bene  monsignor Leanza durante i numerosi incontri con il compianto giovane parroco di San Teodoro, don Peppino Cicero, stroncato da un malore improvviso mentre celebrava una funzione religiosa, del quale proprio il 4 marzo scorso, è stato ricordato, con grande commozione, il sesto anniversario della scomparsa, e nella cui memoria, ogni estate, una delegazione di giovani santeodoresi sia residenti, come Giorgio Lipari, Antonello Sirna, Antonino Pittalà sia residenti altrove, come i fratelli Gagliano Calogero e Pippo, Antonio Gemelli si recano al cimitero di Mistretta per un saluto ed una preghiera, davanti alla sua tomba.
Prima che monsignor Leanza ripartisse per la Bulgaria, l'ultima volta in cui ho avuto modo  di conversare a lungo con lui, è stato il pomeriggio del 7 agosto 2007, alla presenza dell'allora parroco don Nicolò Testa, il quale ha poi dovuto lasciare la sua amata parrocchia, per motivi di salute. In quell'incontro, proposi a monsignor Leanza un libro intervista, a mia firma. Mi rispose con la cortesia di sempre, mettendo subito in chiaro che il suo ruolo comporta anche degli obblighi, tipo quello di fare partecipe di ogni iniziativa la gerarchia da cui dipende.  Senza alcun impegno reciproco, restammo  comunque d'accordo che ne avremmo riparlato  nei nostri Nebrodi, durante le brevi vacanze della prossima estate 2008. Un appuntamento che sicuramente ci sarà, a meno che nel mio viavai per l'Europa, io non abbia prima l'occasione di un viaggio in Irlanda  e che monsignor Giuseppe Leanza, la cui agenda è sempre fittissima di impegni, abbia qualche manciata di minuti liberi.
Di certo, all'idea non ho rinunciato, anche perchè parleremmo soprattutto di come tutti siamo "cittadini del mondo", raccontando aneddoti, catene di solidarietà  e positività di rapporti tra etnie diverse, in un'epoca in cui la massiccia emigrazione sta cambiando la faccia del pianeta. Naturalmente poi d'estate, faremmo la "rimpatriata" di ogni agosto, accompagnandola magari con una puntata all'Oasi di Troina, per colloquiare insieme con il benemerito patriarca fondatore, padre Luigi Orazio Ferlauto, in maniera che pure quest'incontro, possa diventare importante capitolo dell'eventuale libro intervista con monsignor Giuseppe Leanza.

(news esclusiva dal sito www.enzocatania.it )

News di: Enzo Catania