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Dal sito www.enzocatania.it apprendiamo e riportiamo:
 


IL CASO RACITI di Enzo Catania.

 


IL CASO RACITI - Enzo Catania.

 

MILANO, 1 marzo 2008.

"IL CASO RACITI LA TRAGEDIA DI UN UOMO CHE IL 2 FEBBRAIO 2007 PORTO' IL CALCIO SULL'ORLO DEL BARATRO INDIGNANDO E AMMUTOLENDO GLI SPORTIVI VERI DI CATANIA E DI UN PAESE CIVILE"
- Questi il titolo e il sottotilo dell'ultimo libro di ENZO CATANIA, che entro la fine di marzo 2008 verrà distribuito in tutte librerie italiane e le principali librerie di moltissime metropoli straniere.
Con questo robusto volume di ben 565 pagine che spazia sino all'attualissimo problema della violenza dentro e fuori gli stadi, la AGAR EDIZIONI, arricchisce sia la sua collana di libri storici, sia la sua prestigiosa collana, appositamente ideata per lanciare e approfondire temi siciliani di ogni genere.
L'uscita del volume,è destinata anche ad appagare la civilissima curiosità di oltre 1000 interlocutori che dal febbraio 2007 a oggi hanno inviato all'autore altrettante e-mail per chiedere notizie sull'argomento. Per gentile concessione dell'editore, ho il piacere di poter anticipare qui, le prime due pagine del libro: Quella sera del 2 febbraio 2007, un venerdì in cui Sant'Agata per una manciata di minuti chiuse gli occhi e si voltò dall'altra parte non uccisero solo un uomo eccezionale (marito e papà esemplare, fedele servitore dello Stato mi scrivendolo nella Storia degli Eroi, ma tentarono anche di uccidere una società e una squadra di calcio, l'immagine di una città e della stragrande maggioranza di tifosi veri, felicemente assisi nell'Olimpo della serie A, riconquistato da Nino Pulvirenti dopo 23 anni e seguiti nell'universo dal "tifo sfegatato ma pacifico dei milioni di sportivi
"MARCA LIOTRU". Nei momenti della "guerriglia di quella sera intorno al vecchio stadio Cibali, viaggiavo in aereo da Londra, dov'ero andato a trattare i diritti di traduzione in inglese di un mio libro-inchiesta.
Appena arrivai a casa e mi misi davanti al computer, trovai una e-mail da Melbourne: "Enzo, ma si può sapere cosa hanno combinato giù a Catania (int.). Appena sono arrivato al nostro circolo, dove siamo soliti incontrarci tra emigranti italiani, noi siciliani, siamo stati bersagliati di domande e ingiurie. Mi chiedo: ma Dio mio, si può arrivare a uccidere per il pallone! Si domandava questo Giuseppe Lucifero, "re degli emigranti di San Teodoro, il mio paesello nel Parco dei Nebrodi, sempre bello come in una cartolina, le albe sfumate, i tramonti accesi, 800 metri da Cesarò, 18 chilometri da Bronte e da Troina, 1150 metri sul livello del mare, alle falde del Monte Abate. Confesso che quella e-mail del caro amico Peppino, mi fece riflettere perchè in essa lessi il pensiero di tutti gli emigranti siciliani nel pianeta e diventò sprone affinché incominciassi a raccogliere materiale per scrivere il volume.
Ulteriore sprone diventò l'essere stato in agosto a Militello Rosmarino al raduno delle associazioni dei
"SICILIANI NEL MONDO", in una sala piena di personalità e di ospiti, alla memoria di Filippo Raciti, gli organizzatori consegnarono una targa a un delegazione di agenti giunti dal vicino commissariato di Sant'Agata di Militello. Accanto a me avevo altri due santeodoresi-doc, Giorgio Lipari ed Antonello Sirna tra l'altro ideatore del sito web più cliccato in ogni angoli d'Italia e del pianeta, tra quelli messi in piedi, da altri sia privati che pubblici nel contesto dello stesso Parco dei Nebrodi, o emigrati altrove.
Nel sentire nominare il nome di Filippo Raciti, anche negli occhi di Giorgio Lipari e di Antonello Sirna (menziono anch'essi a pagina 212!) lessi tanta commozione che, al mio ritorno a Milano, mi buttai a capofitto nel completamento del volume di cui per l’appunto è in fase di completamento la stampa e che entro fine mese sarà in massiccia circolazione ovunque.

(news esclusiva dal sito www.enzocatania.it )

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